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CENTRO IPPICO "COLLINA ROSA"

Via Camera 9 - 63023  FERMO (Ascoli Piceno) Italy

Tel/Fax: 0734-224577 - Chiusura settimanale: Lunedì


 

 

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  Tipologia dei corsi:

 

 

 

 

 

CORSO DI BASE

CORSO AVANZATO

CORSO PONY

 
Come si svolgono le lezioni

Le lezioni si svolgono nel seguente modo:

 - singola (ad un costo naturalmente superiore a quelle di gruppo);

 - di gruppo;

La frequenza minima consigliata è di 2 lezioni settimanali per un totale di 10 lezioni.

Acquistando un pacchetto di 10 lezioni (con pagamento anticipato) una lezione è in omaggio.

Il Centro offre stage di 3 giorni con istruttori federali a livello internazionale.

Il Centro ha l'obbligo di rilasciare una patente a livello ludico (non agonistico) autorizzata F.I.S.E. che comprende una eventuale copertura assicurativa, dal costo di €. 25,00 + la quota associativa (validità anno solare, scadenza sempre al 31 dicembre).

 
Il salto ad ostacoli

Il salto ad ostacoli è una specialità equestre relativamente recente. L´abilità nel salto era una caratteristica senz´altro utile, ad esempio, durante le battute di caccia o quando il cavallo era usato come mezzo di locomozione, ma il primo concorso ippico si tenne solo nel 1864. La specialità non venne ammessa ai Giochi Olimpici che nel 1912.
Federico Caprilli (1868-1907), considerato il padre dell´equitazione moderna, introdusse l´uso di un nuovo tipo di sella sulla quale il cavaliere si poteva muovere con il cavallo, rivoluzionando, di fatto, il modo di andare a cavallo.
La maggior parte dei cavalli quando sono liberi di farlo corrono e saltano naturalmente, ma saltare un ostacolo portando in groppa il cavaliere è un´altra cosa. Per questo è molto importante che cavallo e cavaliere si abituino a lavorare in coppia.
Il cavaliere deve far sì che il suo peso intralci il meno possibile il cavallo nella fase di salto. E´ sempre responsabilità del cavaliere quella di conoscere bene le caratteristiche dell´ostacolo in modo da farlo affrontare correttamente al cavallo. La naturale capacità di saltare deve essere affinata e migliorata attraverso un prolungato allenamento.

 
Tecnica del salto  

 

 

 

 

 

 

 

 

a) Al momento di affrontare l´ostacolo, il cavaliere proteso con tutte le sue facoltà deve     unirsi al movimento del cavallo con l´elasticità del busto, senza gravare sulle reni con le gambe attivamente pronte a intervenire efficacemente, con il tallone premuto verso il basso per consentire una rapida ripresa di equilibrio indietro e con le suole in fuori per aderire meglio alla sella.

b) Scattando, il cavallo svolge la parabola innalzandosi sull´ostacolo ed esercita una controspinta che solleciterebbe il busto del cavaliere all´indietro se non intervenissero, ad assorbire le reazioni, le cerniere del bacino e l´azione elasticamente equilibratrice delle reni, per favorire lo sforzo del cavallo all´inizio dello scatto propulsivo dei garretti. In questa situazione, la solidità dell´assetto è assorbita solamente dal tallone spinto in basso e dalle suole in fuori.

c) Nel momento in cui il cavallo si libra in alto, vi è un attimo di sospensione durante il   quale si ha la percezione netta dell´ inserimento giusto o errato: è l´attimo caro ai fotografi per fissare sul negativo la distribuzione dell´assetto, prima che inizi il riavvicinamento al terreno.

d) Dall´istante in cui inizia la discesa, la paletta della sella raggiunge le natiche del cavaliere agevolandolo nella delicata ripresa di un leggero contatto con i quartieri della sella, nei quali si inserisce con il ginocchio facendo leva con la pressione sulle staffe. La spinta in basso e lievemente in avanti del tallone gli permetterà di rialzare gradualmente e con naturalezza il busto per facilitare il cavallo nella fase di posata, in quanto necessita di leggerezza in avanti per ricevere il peso del suo corpo su un solo anteriore.

Nota: Prima di affrontare il salto è utile fare un po’ di esercizi sia per il cavaliere che per il cavallo in modo che prenda confidenza con gli ostacoli e nasca tra i due una fiducia reciproca.

Nel salto è fondamentale trovare una posizione di equilibrio in modo da raggiungere l’ostacolo in perfetta armonia col cavallo. 

Se il cavaliere ha buon senso lascerà decidere al cavallo se saltare o meno un ostacolo, rispettando la sua volontà in modo da non infastidirlo.

Durante il superamento dell’ostacolo non si devono stringere le ginocchia ma serrare il cavallo tra i polpacci e ricordarsi che gli occhi non devono guardare l’ostacolo ma vanno puntati lontano verso un punto immaginario.

 
     
 

Le andature

 
  Inizialmente il cavaliere comincerà ad apprendere l’andatura al passo, che si sviluppa in quattro tempi, si passerà poi al trotto, andatura che si sviluppa in due tempi e, successivamente, al galoppo.  
  Il modo più semplice per galoppare è trottare rapidamente.  
  Esistono vari tipi di galoppo: galoppo riunito, disunito, rovesciato e allungato.  
     
 

Il Passo

 
  Il passo è un’andatura in quattro tempi durante i quali il cavallo solleva ogni singolo arto in questa successione:  
  -primo tempo: posteriore sinistro;  
  -secondo tempo: anteriore sinistro;  
  -terzo tempo: posteriore destro;  
  -quarto tempo: anteriore destro.  
     
 

Il Trotto

 
  Questa andatura si sviluppa in due tempi.  
  Il cavallo poggia terra in successione il diagonale sinistro e il diagonale destro. Tra queste due fasi il cavaliere può trottare in due modi diversi: seduto o sollevato.  
  Nel trotto seduto il cavaliere rimane sulla sella senza sollevarsi, mentre nel trotto sollevato il cavaliere siederà sulla sella e senza alcuno sforzo e, seguendo il movimento del cavallo, opperà sollevato dalla sella.  
     
 

                    La sella

Parsel

Brusel

 
 
Uno degli strumenti essenziali è la sella che serve per ammortizzare il contatto tra le natiche del cavaliere e la groppa del cavallo.   La sella è fissata al cavallo con cinghie cui aderisce attraverso una sottosella, ossia un’imbragatura che le impedisce di scivolare e proteggere il dorso dell’animale.
L’imboccatura viene infilata sulla testa dell’animale, è formata da una serie di cinghie che reggono dei filetti. Questi filetti vengono attaccati alle briglie e consentono al cavaliere di dirigere, attraverso degli impulsi l’animale.
 
Come si sella il cavallo
La parte giusta per avvicinarsi al cavallo è la sinistra. 
Si deve, dapprima, accarezzare con la mano il pelo dell’animale per tranquillizzarlo e quindi posare la sella piuttosto in alto sul dorso, facendola slittare delicatamente nella giusta posizione.
Il filetto è adatto ai cavalieri inesperti che montano i cavalli giovani;  se il cavaliere lo usa impropriamente per tenersi in equilibrio, non causa gravi danni alla bocca del cavallo che non perde la sensibilità necessaria a recepire i comandi alla minima pressione. 
 La parte superiore del filetto va posta sopra le narici, quella posteriore poggia nell’incavo del mento.
Redini e imboccature servono a guidare il cavallo.
Per riuscire a dirigere il cavallo a piacere, si devono impartire con le briglie "ordini" precisi e porre il cavallo in condizione di decifrare le intenzioni del cavaliere.
L’imboccatura non deve infastidire il cavallo: al fastidio l’animale si oppone attaccandosi al ferro del morso agitando la testa e scalpitando; il ferro va tenuto leggero mantenendo però in continuazione il contatto con la bocca dell’animale.
 
Come si monta sul cavallo
Per salire sul cavallo bisogna mettersi alla sua sinistra, prendere le redini e posarle con la mano sinistra sopra il collo dell’animale lasciando cadere dalla parte destra le loro estremità. 
Infilare il piede sinistro fino al tallone nella staffa, mettere la mano destra in mezzo alla sella mentre la gamba destra, all’inizio flessa, si distende e la gamba sinistra si drizza sulla staffa. 
A questo punto bisogna sedersi in sella con delicatezza, introducendo le punte dei piedi sulle staffe con i talloni rivolti in basso.
Per scendere invece bisogna impugnare le redini con la mano sinistra, appoggiarle entrambe sopra il collo dell’animale, sfilare i piedi dalle staffe e poi passare la gamba destra dietro la sella e lasciarsi scivolare fino al contatto dei piedi con il suolo. 
Le redini non vanno mai tirate; ad un cavaliere esperto servono solo per dirigere i movimenti dell’animale.
 

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